Emozioni – A cosa servono?

Se parliamo di emozioni, abbiamo tutti più o meno chiaro di cosa stiamo parlando. Ma quanto le conosciamo davvero?

Ekman individua sei emozioni di base: gioia, tristezza, paura, sorpresa, rabbia, disgusto. Hanno la caratteristica di essere innate e di essere espresse con le stesse modalità da ciascun essere umano. Questo significa, per esempio, che chiunque ci rivolga un’espressione con gli estremi delle labbra rivolti verso il basso, ci sta cominucando tristezza. Crescendo e vivendo in relazione con il mondo e con altre persone, si costituiscono le emozioni secondarie, ovvero emozioni più complesse originate dalla combinazione di due emozioni primarie, come l’invidia o la vergogna. Le emozioni sono con noi fin dalla nascita e ci accompagnano ogni giorno della nostra vita. A volte le sentiamo passare sottosoglia, altre volte la loro intensità è prorompente, capace di fermare il tempo.

Un’emozione può nascere da diversi stimoli: da un evento esterno oppure da un ricordo o un pensiero che portiamo con noi. Per quanto le emozioni di base siano universali, non significa che proviamo tutti le stesse sensazioni in una determinata situazione. Per esempio, ricevere una critica per alcuni può essere fonte di vergogna, per altri di rabbia.

Questo sistema complesso, non sempre ci fa stare bene: a volte viviamo emozioni che fanno soffrire. La domanda sorge spontanea: perché proviamo emozioni? Perché sono con noi e ci accompagnano ogni giorno?

Le emozioni hanno principalmente due funzioni: una comunicativa e una adattiva. La funzione comunicativa è fondamentale per la società in cui viviamo: informa le persone riguardo a ciò che stiamo provando ed inoltre attiva negli altri empatia. Comunicare le emozioni, non solo verbalmente, anche con gesti, postura e tono della voce (ciò che si chiama comunicazione non verbale), influenza le relazioni con gli altri: permette di gestire conflitti oppure di comunicare la voglia di relazionarsi con qualcuno. La funzione adattiva invece, ci ricorda che le emozioni hanno un impiego, un compito da svolgere per fronteggiare una situazione particolare. Per esempio, la paura ci avverte in situazioni che abbiamo imparato essere rischiose, così da anticipare il pericolo e prepararci a rispondere o fuggire, la gioia ci predispone a creare nuove relazioni e la sorpresa ci prepara ad affrontare qualcosa di inaspettato, sia in positivo che in negativo.

Oltre a comunicare informazioni ad altri e predisporci per l’azione, le emozioni possono dire qualcosa anche a noi stessi. Per questo, per quanto un’emozione possa sembrarci scomoda, non si dovrebbe reprimere. Le emozioni vanno vissute, sia quelle positive e facili, sia quelle più difficili. Gestirle non è semplice, anzi, talvolta regolare le nostre emozioni è una vera sfida. Lo psicologo può essere un buon alleato in questo compito.

Scoprire nuovi aspetti della nostro funzionamento è sempre stimolante. Dopo aver letto queste sintetiche informazioni sulle emozioni, prova a riflettere: quanto conosci le tue emozioni? Quali strategie utilizzi per gestirle?

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