Avete sentito parlare di Long Covid? Alcuni studi stanno dimostrando che un numero importante di persone colpite da Covid-19 ha sviluppato nel tempo questa condizione. Secondo ISS sarebbe una condizione i cui sintomi continuano o si sviluppano dopo 4 settimane da una infezione acuta. E’ caratterizzato da fatica, astenia (debolezza generale), febbre e mialgie, ma la sintomatologia può essere molto varia e avere manifestazioni gastrointestinali, dermatologiche, renali, endocrine, polmonari e cardiovascolari. Questa condizione si può presentare per periodi di tempo prolungati: questo implica una maggior difficoltà nella ripresa dell’attività lavorativa e per gli anziani una diminuzione dei propri livelli di autonomia.
Tra i sintomi possono esserci anche manifestazioni psicopatologiche di varia natura come ansia, depressione, sintomi ossessivo-compulsivi e difficoltà nel sonno fino ad arrivare a sindrome da stress post traumatico e psicosi. La condizione di isolamento e distanziamento sociale sembra accentuare la sintomatologia.
Si è osservato anche il possibile sviluppo di sintomi neurologici tra cui “annebbiamento cerebrale” caratterizzato da confusione mentale, difficoltà a pensare lucidamente, a ricordare le cose e a esprimersi oltre che difficoltà di attenzione e concentrazione. Gli studiosi ipotizzano che questo derivi dallo stato infiammatorio che il Covid provoca attraverso una tempesta di proteine infiammatorie chiamate citochine. Questo può causare una risposta immunitaria eccessiva che a sua volta può danneggiare o distruggere le cellule cerebrali.
Le statistiche rilevano una minor presenza del long covid tra i bambini e una maggior presenza nella popolazione anziana, verosimilmente dovuta alla maggior fragilità e alla minore capacità di recupero da periodi di distress.
Attualmente la diagnosi per questa condizione è incerta in quanto i criteri sono ancora in fase di studio e ricerca. Nonostante ciò è consigliabile riportare al personale sanitario di riferimento (per es. servizi territoriali, MMG) il perdurare della sintomatologia e il il proprio stato di malessere, in modo da attivare eventuali servizi dedicati. Come sempre, salute fisica e mentale vanno di pari passo per cui è bene contattare un professionista della salute mentale nel caso in cui difficoltà psicologiche insorgano o perdurino. Non c’è vergongna nel prendersi cura di sé.
Bibliografia:
Rapporto ISS COVID-19 n. 15/2021, Indicazioni ad interim sui principi di gestione del Long-COVID, Versione del 1° luglio 2021
https://www.nationalgeographic.it/scienza/2022/01/covid-19-il-virus-puo-alterare-la-personalita

