Quando la salute mentale vale più di ogni medaglia.

Si sono da poco concluse le Olimpiadi di Tokyo 2020, l’evento in cui lo Sport può dare grandi lezioni di vita ed emozioni al mondo intero. Una tra tutti, l’importanza della salute mentale nella preparazione per raggiungere grandi obiettivi e la priorità della cura di sé.

La cronaca ha raccontato la storia di Simone Biles, pluripremiata stella della ginnastica artistica, che ha scelto di prendersi cura di sé e del proprio benessere psicologico, “salvandosi dai suoi demoni”. L’atleta ha descritto le sue difficoltà, chiamate “Twisties” che consistono in un senso di vuoto e nella sensazione di perdere la consapevolezza della propria presenza, durante una performance sportiva.

Quello della Biles, non è il solo nome che in questa edizione si è associato all’importanza della salute mentale: Naomi Osaka, tennista, ha parlato apertamente di aver sofferto di depressione e ansia sociale, nonché delle scelte messe in atto per tutelare il proprio benessere psicologico. La voce di Naomi Osaka è stata affiancata e sostenuta da numerosi volti celebri del panorama sportivo internazionale.

Salute mentale è anche prevenzione e potenziamento: gli atleti italiani hanno parlato del grande lavoro fatto con gli psicologi che hanno seguito il percorso di preparazione a questa importantissima competizione. Lo riferisce Davide Lazzari, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi: “è stata decisiva la loro tenuta psicologica e la preparazione anche in quest’ambito. I partecipanti non solo hanno parlato delle loro emozioni e dei loro disagi psicologici, ma hanno parlato anche del fatto che gli psicologi li hanno aiutati a prepararsi e ad affrontare adeguatamente la prestazione, così come fanno gli allenatori per la parte fisica. E’ la prima volta che il ruolo della psicologia viene messo così in evidenza nello sport. E questo mi sembra un fatto importante per tutti”.

Queste Olimpiadi hanno dato voce e risonanza ad un grande messaggio: tutti, anche il più forte degli atleti, ha bisogno di prendersi cura della mente come fa con il suo corpo. Non solo, un maggior benessere psicologico, permette di avere una migliore performance sul campo. Ricordiamo che corpo e mente non sono due sistemi divisi, ma due facce della stessa medaglia che interagiscono, comunicano e si influenzano a vicenda. Non deve esserci vergogna nel prendersi cura della propria salute (mentale…ma non solo).

Bibliografia:

https://www.rainews.it/dl/rainews/media/tokyo2020-simone-biles-Soffro-di-twisties-Che-cosa-sono-i-demoni-della-ginnasta-0691b497-2890-4412-9298-5bf85e428aa7.html#foto-1

https://notizie.tiscali.it/salute/articoli/ordine-psicologi-decisiva-tenuta-mentale-atleti-olimpici-italiani-00001/

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