Impatto da Covid-19. Cosa possiamo fare?

L’Italia, come altri Paesi europei, sta cercando di fronteggiare una seconda ondata dell’epidemia di Covid-19. Un sentimento comune che si sente nelle persone è la sensazione di ritornare a vivere emozioni già sperimentate durante il primo lockdown.

Una fotografia delle problematiche di salute metale emerse durante quel periodo di chiusura totale, viene fornita dalle ricerche effettuate tra marzo e aprile 2020. I dati rilevano la presenza di difficoltà del sonno, sintomi ansiosi e depressivi e alti livelli di stress. I fattori di rischio individuati per lo sviluppo di sintomi sono differenti: avere un famigliare o un conoscente positivo, dover recarsi al lavoro, la separazione, una storia di situazioni stressanti e problemi medici. Inoltre è emerso che solo nel 30% dei casi esaminati i sintomi erano pregressi, la maggior parte deriva con molta probabilità da una reazione disadattiva e traumatica alla pandemia.

Consapevoli degli effetti a lungo termine che l’esposizione a questo evento ha sulla popolazione, i ricercatori hanno continuato a raccogliere dati. Il 19 ottobre il Centro Studi CNOP (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi) ha rilevato che il 51% della popolazione riferisce livelli di stress elevati (70/100). Quello che viene registrato è uno stress diverso da quello vissuto in primavera, caratterizzato da vissuti ansiosi: ad oggi prevalgono le componenti di rabbia, depressione e disorientamento.

Questi dati sono significativi, non solo per quanto riguarda la salute mentale. Ricordiamo che la salute è una, corpo e mente sono sempre collegati! Perciò sapere che sono presenti alti livelli di stress nella popolazione (anche grazie agli studi su precedenti eventi traumatici) suggerisce che ci sarà un verosimile aumento di malattie correlate, come per esempio quelle cardiovascolari.

Benché ognuno di noi reagisca in modo soggettivo agli stimoli a cui siamo sottoposti, un reazione che può insorgere è quella di sentirsi passivi, in balia degli eventi. Una strategia che può venirci in aiuto è mettere in atto semplici comportamenti funzionali. Ecco 4 esempi:

  1. Attenzione alle “abbuffate di notizie”: rimanere informati è importante, ma un’ eccessiva esposizione alle informazioni può non aiutare il nostro umore. Per esempio, rimanere collegati e aggiornati costantemente alle notizie, tramite social o canali tv dedicati, può accrescere emozioni come la paura, l’ansia o la tristezza;
  2. Attenzione alle fonti. Non tutte le fonti sono affidabili e alcuni creano titoli e contenuti allarmisti appositamente per attirare click. Spirito critico e priorità a fonti ufficiali sono due alleati importantissimi!
  3. Prevenzione, prevenzione, prevenzione! In un clima di incertezza, abbiamo il “controllo” su pochi aspetti, uno di questi è la scelta di mettere in atto comportamenti che proteggano sé stessi e gli altri dal contagio. L’uso della mascherina, disinfettarsi le mani, areare la stanza e mantenere il distanziamento sociale sono alcuni esempi.
  4. Non vergognarsi. Come abbiamo visto dalle statistiche, almeno la metà della popolazione sta vivendo un momento di difficoltà e minor benessere. Chiedere aiuto ad uno specialista, psicologo o psicoterapeuta, può prevenire l’insorgere di patologie più gravi o correlate. Se si sperimentano vissuti d’ansia, per esempio, è bene parlarne e trattare le difficoltà in partenza per evitare che peggiorino e creino maggiori difficoltà con il passare del tempo.

Non possiamo conoscere il futuro, l’unica cosa che possiamo fare attivamente è agire sul presente. Proviamo a concentrare le energie su ciò che possiamo effettivamente fare, non su quello che vorremmo e non possiamo.

Quali sono le strategie che avete scoperto essere utili per fronteggiare queste nuove difficoltà?

Fonti:

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